
LOG4SHELL o semplicemente LOG4J
Log4j è un software open source che registra eventi, come operazioni di routine o errori in un sistema, e poi comunica messaggi diagnostici agli amministratori di sistema. Non è uno strumento sofisticato, per questo è utilizzato quasi ovunque, e ha reso quasi tutti potenziali vittime degli hacker che sfruttano la recente vulnerabilità nel codice Log4j e lo utilizzano per attaccare le aziende e quindi potrebbero ottenere l’accesso a informazioni aziendali riservate e sensibili. È assolutamente essenziale che le aziende facciano tutto il possibile per proteggersi.
per questo devono tener presenti queste considerazioni:
E' importante tenere d’occhio cosa ci consigliano il servizio del team di Log4j e soprattutto nella patch 2.17.1 ci sono fornite le correzioni per contrastare gli eventuali exploit. Ma soprattutto occorre determinare e verificare principalmente se nel proprio team IT sia al passo con gli ultimi aggiornamenti.
Una volta che ci si è assicurati che le patch urgenti sono state implementate, è possibile iniziare a valutare concretamente la propria esposizione rispetto agli altri strumenti online di terze parti di cui si serve la propria azienda. Infatti, la sfida maggiore presentata da Log4j consiste nel fatto che la vulnerabilità colpisce molteplici segmenti di software, strumenti e sistemi.
Poiché il software aziendale è sempre più costituito da diversi strati di codice di terze parti, diventa fondamentale che le aziende valutino l’esposizione al rischio non solo del proprio software, ma anche dei fornitori e dei software che essi utilizzano per assemblare il prodotto finale. Questa raccolta di informazioni è nota come “distinta base” del software (in inglese Software Bill of Materials – SBOM), e funziona come la lista di ingredienti di un pasto pronto. Un gran numero di vulnerabilità potrebbe essere “mescolato” al suo interno senza che ce ne si renda conto.
È indispensabile, quindi, avere una completa visibilità, assicurandosi che il team IT impegnato nelle valutazioni del rischio abbia il quadro completo di come il software dell’azienda è stato assemblato e dove è in esecuzione. Più esaustivo è questo quadro, più velocemente si sarà in grado di reagire in caso di attacco o esposizione ad attori malevoli.
Oltre agli step di cui sopra, si dovrebbero anche implementare attivamente misure per impedire alle minacce di insinuarsi nella rete. In primo luogo, è necessario eseguire un web application firewall (WAF) sui propri server interni ed esterni, per filtrare i potenziali attacchi. Questo può essere abbinato a un firewall DNS per valutare e bloccare i payload DNS sospetti che potrebbero contenere codice dannoso, come nel caso di Log4j.
Le minacce alla sicurezza informatica sono, per loro natura, in costante movimento, il che significa che le aziende devono rimanere vigili e informate sulle criticità del settore e, al contempo, continuare a pianificare gli investimenti necessari per prevenire i costi, potenzialmente devastanti, di una violazione o di un exploit.
Solo adattandosi e sigillando i potenziali punti di ingresso e di attacco alle proprie reti, le aziende possono strappare una vittoria ai criminali informatici.
ao
