Dopo la caduta di Debra Tabor, il 6 luglio 1941, la località di Sella Culqualber rappresentava un caposaldo delle difese gondarine.

Il primo gruppo carabinieri, che si era già fatto onore sulle alture di Plagir, sostenendovi scontri violenti con gli inglesi, partì da Gondar il 6 agosto per raggiungere Sella Culqualber, ove si trovavano altre truppe, con le quali venne organizzato un importante caposaldo.

Sino alla fine di ottobre le forze del caposaldo aumentarono la resistenza ai ripetuti attacchi nemici, sferrando frequenti reazioni offensive, fra cui importantissima quella sull'Amba Mariam, nella seconda quindicina di ottobre.

Lo sforzo avversario per eliminare il caposaldo si accentuò sempre più con intense e micidiali azioni di fuoco.

Un attacco da terra e dal cielo particolarmente accanito venne respinto dalla prima compagnia del gruppo carabinieri il mattino del 5 novembre.

Fra il 9 e l'11 novembre altro attacco massiccio fu validamente sostenuto dalla seconda compagnia, schierata a nord-ovest, sul costone dei "Roccioni".

Attacchi pressoché ininterrotti si susseguirono fino a quando il nemico riuscì a consolidarsi, il 13 novembre, sulle Ambe di Culqualber.

Nei due giorni che precedettero la battaglia decisiva l'aviazione avversaria, con una cinquantina di apparecchi continuamente in volo, e l’artiglieria sempre in azione batterono senza tregua il caposaldo, distruggendone le opere.

Alle ore 3 del 21 novembre l'avversario iniziò l'attacco generale, che carabinieri e zaptié contrastarono per molte ore con estremo accanimento, sorretti soltanto dalla disperata volontà di non cedere.

Ogni uomo si distinse per fulgido valore e le perdite furono numerose.

Il bollettino di guerra n. 539 del 23 novembre 1941 del Quartier Generale delle Forze Armate così si esprimeva:

"In Africa Orientale, nel pomeriggio del 21 novembre, gli indomiti reparti di Culqualber e di Fercaber, dopo aver continuato a combattere anche con le baionette e le bombe a mano, sono stati infine sopraffatti dalla schiacciante superiorità numerica avversaria.

Nella epica difesa si è gloriosamente distinto, simbolo del valore dei reparti nazionali, il battaglione carabinieri reali, il quale, esaurite le munizioni, ha rinnovato fino all'ultimo i suoi travolgenti contrattacchi all'arma bianca.

Quasi tutti i carabinieri sono caduti....".

Alla Bandiera dell'Arma fu concessa la medaglia d'oro al valor militare con la seguente motivazione:

"Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a rinforzare un caposaldo di vitale importanza, vi diventava artefice di epica resistenza.

Apprestato saldamente a difesa l'impervio settore affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore la violenta aggressività di preponderanti agguerrite forze, che conteneva e rintuzzava con audaci atti controffensivi, contribuendo decisamente alla vigorosa resistenza dell'intero caposaldo, ed infine, dopo aspre giornate di alterne vicende, a segnare, per l'ultima volta in terra d'Africa, la vittoria delle nostre armi.

Delineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante avversario in sanguinosa impari lotta corpo a corpo, nella quale comandante e carabinieri, fusi in un eroico blocco, simbolo delle virtù italiche, immolavano la vita perpetuando le gloriose tradizioni dell'Arma. A. O., agosto novembre 1941".

Eliminata la posizione di Culqualber, non rimasero che le truppe asserragliatesi a Gondar, fra le quali un contingente di carabinieri, nonché un gruppo bande formato dall'Arma.

Con la caduta di Gondar, il 27 novembre 1941, cessava definitivamente la guerra in Africa Orientale.