Rivista IL CARABINIERE
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il Sindaco Romoli e Bassano in Teverina salutando il Comandante di Stazione Sandro Lo Giudice
Il Luogotenente Sandro Lo Giudice, comandante della Stazione di Orte con competenza anche su Bassano in Teverina, dopo circa 20 anni - dal 18 ottobre 2004 – lunedì 28 ha assunto il comando della Stazione di Soriano nel Cimino.
Il Sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli, ha inteso salutare il Sottufficiale nel corso di un Consiglio Comunale, manifestando profonda gratitudine “per una collaborazione che è stata quasi quotidiana, nel portare avanti tematiche di ordine e sicurezza, nonché la tutela delle categorie più fragili che contraddistinguono la nostra comunità”.
“Di Sandro Lo Giudice – ha detto il Sindaco - abbiamo apprezzato la capacità investigativa, la capacità professionale, ma soprattutto la caratura umana. Un punto di riferimento per il nostro territorio, per i cittadini, per le associazioni, per tutti coloro che operano all’interno di Bassano in Teverina e per tutto il tessuto sociale. Un punto fisso in un mondo che cambia”.
Quindi, ha augurato un buon inizio nel nuovo contesto operativo. “Gli auguri sono sinceri, perché rivolti a una persona che si è contraddistinta per lealtà, per capacità, per attenzione, per educazione, per forma, una persona che ha saputo sempre essere al posto giusto e al momento giusto, e dire la parola giusta”.
L’Amministrazione Comunale ha voluto fare memoria di questo saluto con una targa che, oltre a ribadire la sincera gratitudine per l’attività svolta, sottolinea lo spirito di abnegazione, l’operosa collaborazione con l’amministrazione locale, il senso del dovere e la spiccata capacità di coordinamento dei carabinieri posti sotto il comando di Lo Giudice, omaggiato anche – congiuntamente al Comandante della Compagnia - di un’opera artigianale, che ritrae uno scorcio del bellissimo borgo di Bassano in Teverina.
Avviata dall’Istituto Comprensivo “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Montefiascone, la consegna da parte dei Carabinieri alle Scuole Superiori della provincia di Viterbo il libro “Le stelle di Dora” realizzato in occasione del 40° anniversario dall’uccisione
In occasione del 40° anniversario dall’agguato in cui perse la vita il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa (Palermo 3 settembre 1982) assieme alla giovane moglie Emanuela Setti Carraro ed all’Agente Domenico Russo., lo Stato Maggiore della Difesa ed il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri hanno promosso la realizzazione della Graphic Novel dal titolo “Le stelle di Dora.
L’opera ricorda la vita del generale e le sue battaglie, contro i nazisti nelle Marche, contro la mafia in Sicilia, contro le Brigate Rosse, fino alla tragica fine a Palermo ed è stata pensata per un giovane pubblico, ma con lo stile denso e moderno che contraddistingue gli autori Ciaj Rocchi e Matteo Demonte è stata evidenziato inoltre il suo profilo umano e sentimentale, grazie anche alle lettere private scritte per tutta la vita alla prima moglie Dora Fabbo, una vera e propria stella polare della vita dell’Ufficiale, dalla cui unione sono nati Rita, Nando e Simona, le altre tre stelle della costellazione, da cui il titolo del libro. A loro, Carlo Alberto dalla Chiesa ha dedicato una celebre dichiarazione, fatta in uno dei suoi ultimi discorsi, il 1 maggio 1982: “Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i nostri figli e i figli dei nostri figli”.
“Le stelle di Dora”, vuole essere uno strumento per divulgare la cultura della legalità e dell’impegno contro la criminalità, nonché la cultura militare e i suoi valori, sia tra il grande pubblico, sia presso le scolaresche, motivo per cui sarà distribuito in tutte le scuole superiori di 2° grado d’Italia, attraverso la capillare rete dei Comandi territoriali dell’Arma.
Ieri, venerdì 21 ottobre, dall’Istituto Comprensivo intitolato proprio al “Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa" di Montefiascone, alla presenza della Dirigente Scolastica Prof. Maria Rita Salvi, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Viterbo, Col. Massimo Friano, ha avviato la distribuzione della Graphic Novel a tutti gli Istituti Superiori della provincia. Nella circostanza l’Ufficiale ha incontrato una rappresentanza di studenti, mentre tutti gli altri alunni hanno assistito all’evento in collegamento diretto tramite LIM dalle proprie aule, per un totale 1.000 ragazzi circa.
Nell’occasione, la Dirigente ha illustrato la figura di Carlo Alberto Dalla Chiesa come “un uomo che ha compiuto il proprio dovere fino in fondo”.
Il Colonnello Massimo Friano, dopo aver condiviso la propria esperienza professionale a Palermo nonché la funzione di prossimità quotidianamente espletata da tutte le componenti dell’Arma dei Carabinieri , ha salutato i giovani uditori con il messaggio: “la lotta alla mafia, alla criminalità, ma più in generale a tutte quelle condotte negative che condizionano la società, deve coinvolgere le nuove generazioni in un nuovo sentire civico. I valori ed il coraggio del Generale dalla Chiesa siano da esempio per costruire un futuro di legalità, basato sul rispetto di noi stessi, sul rispetto dell’altro, sul rispetto del mondo e dell’ambiente che ci circonda e ci accoglie”.
A seguire il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Viterbo, accompagnato dal Maggiore Antonino Zangla e dal Luogotenente C.S. Fabrizio Botticelli, ha incontrato il Sindaco della Città di Montefiascone, Dott.ssa Giulia De Santis che, oltre ad esprimere sentimenti di gratitudine all’Arma per la vicinanza a tutti i cittadini, ha ringraziato il Colonnello Friano “per aver scelto di iniziare da Montefiascone con la presentazione e la distribuzione in ogni scuola delle copie del bellissimo libro realizzato in occasione dei 40 anni dalla morte del Generale Dalla Chiesa, figura simbolo della lotta alla criminalità che ha sacrificato la sua vita per combattere il sistema di collusione tra mafia e politica. Per noi amministratori è un modello di fedeltà allo Stato e ai suoi valori fondanti a cui dovremmo ispirarci e trasmettere alle giovani generazioni”.
Sutri : I Carabinieri denunciano a piede libero due giovani per spaccio di cocaina.
Nella tarda serata del 27 u.s., i Carabinieri della Stazione di Sutri, durante un servizio perlustrativo, nel procedere al controllo di un’autovettura, si accorgevano che gli occupanti gettavano qualcosa dal finestrino. I militari accortisi della manovra posta in essere dagli occupanti procedevano al recupero di quanto gettato, risultato poi essere un pacchetto di sigarette con all’interno 10 dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina. A seguito di tale rinvenimento i due soggetti, due cittadini di origine rumena di 25 e 27 anni residenti in provincia di Roma, venivano sottoposti a perquisizione personale e veicolare che permetteva di trovare 4 telefoni cellulari occultati sotto i sedili dell’auto e la somma in contanti di € 500,00 dei quali i due non fornivano giustificazioni circa il possesso. I Carabinieri a quel punto hanno proceduto inoltre a perquisire le loro abitazioni, trovando ulteriori 5 dosi della medesima sostanza stupefacente. Tutto il materiale illecitamente detenuto è stato posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria ed i due giovani sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo per il reato previsto e punito dall’art. 73 del D.P.R. 309/90.
PRESUNZIONE DI INNOCENZA
Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.
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