Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Ronciglione hanno concluso una attività di indagine dando immediata risposta ad un fatto grave ed increscioso avvenuto in Caprarola, traendo in arresto tre persone per rapina aggravata, lesioni aggravate e danneggiamento.

Le indagini erano partite lo scorso 13 giugno quando, alle tre di notte, cinque persone avevano sfondato la porta di ingresso dell’abitazione di  C.M. 32nne, ex tossicodipendente di Caprarola, aggredendolo con calci e pugni ed asportandogli la somma di 200,00 euro ed un telefono cellulare.

L’azione punitiva proseguiva con le minacce di ulteriori gravi conseguenze se non avesse pagato un debito di circa 18.000 euro dovuto a precedenti acquisti di sostanza stupefacente.  

La vittima, per sfuggire alla l’inaudita violenza dei cinque, riusciva a rifugiarsi nell’abitazione di una vicina che dava l’allarme ai militari dell’Arma.

Immediatamente dopo la commissione della violenta rapina erano partiti gli accertamenti dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Caprarola che, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo,  che permettevano di identificare S.S. 29nne pregiudicato, S.A. 26nne pregiudicato e L.V. 25nne, tutti e tre residenti nella Capitale.

Il GIP di Viterbo, accogliendo pienamente la dettagliata richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso un’ordinanza di applicazione della misura cautelare nei confronti dei tre dei cinque aggressori.

Nella mattinata odierna, venti militari della Compagnia di Ronciglione, insieme ai colleghi della Compagnia Roma Cassia, hanno fatto accesso alle abitazioni degli stessi, eseguendo le perquisizioni personali e domiciliari e notificando il provvedimento restrittivo agli indagati.  

Durante le operazioni è stato rinvenuto il telefono cellulare asportato alla vittima il 13 giugno nonché circa 20 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana e haschish.

Dopo le formalità di rito gli arrestati sono stati tradotti presso le proprie abitazioni in regime degli arresti domiciliari, come stabilito dall’ordinanza dell’Autorità Giudiziaria Viterbese.

Le indagini, con la direzione dell’A.G. di Viterbo, proseguono per assicurare alla giustizia gli altri due soggetti che parteciparono alla rapina. 

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